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Pubblicato il: Thu, 10 May 2012 - Letto: 2269  volte

Successione di contratti a termine

Fondazione Studi risponde al quesito.

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Quesito: Successione di contratti a termine

Del: 16 aprile 2012

Quesito

Gelateria artigiana che svolge l'attività nel corso di tutto l'anno ma che, essendo situata in una località turistica o comunque marittima, incrementa la propria produzione e vendita nel periodo estivo; assume il  personale dipendente con contratti a termine per tutta la stagione estiva;  il personale quasi sempre corrisponde a quello già assunto nelle passate stagioni.

Devo,  in questo caso considerare i periodi di non lavoro e controllare che non vengano superati i 36 mesi per l'eventuale trasformazione del contratto stesso,  in contratto a tempo indeterminato?

Risposta

Il comma 4-ter dell’art. 5 del D. Lgs. 368 del 2001 prevede che i limiti posti alla successione di contratti a termine per mansioni equivalenti non si applicano alle attività stagionali definite dal D.P.R. 1525 del 1963 e a quelle individuate dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Quindi il limite dei 36 mesi totali tra contratti a termine e successivi rinnovi non viene applicato nei rapporti di lavoro a tempo determinato nei settori definiti attività stagionali, indicate nell’elenco del D.P.R. 1525.

Nel settore del turismo, le parti hanno stabilito con l’avviso comune del 12 giugno 2008 che la disciplina legale sulla successione dei contratti a tempo determinato non trova applicazione ai contratti di lavoro riconducibili alla stagionalità intesa “in senso ampio”, come definita dal contratto nazionale del settore agli art. 77 e 78 (circolare del Ministero del Lavoro n. 34 del 2010).