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Pubblicato il: Tue, 23 Apr 2013 - Letto: 13609  volte

FORUM LAVORO 2013 - PAGINA SPECIALE

23 aprile 2013 - 09:00/14:00.

IMMAGINE

DALLE PROVINCE I PRIMI COMMENTI SUL FORUM LAVORO

La voce dei Consigli Provinciali sul Forum lavoro 2013. Arrivano foto e commenti dalle sedi collegate in diretta streaming per l'evento che ha riscosso un enorme successo.

I contenuti e gli interventi sono stati particolarmente efficaci ed apprezzati dalla platea per il taglio essenziale e pratico con evidenza sulle criticità, così come è stata giudicata positiva la formula del dibattito contrapposto. - Leggi articolo completo

GUARDA LA DIFFERITA DELL'EVENTO

LE RISPOSTE DEL MINISTERO DEL LAVORO

LEGGI LA RASSEGNA STAMPA

Le risposte degli esperti di Fondazione studi



Marina Calderone
Presidente Ordine Nazionale Consulenti del Lavoro e Comitato Unitario Professioni

In chiusura la Presidente Calderone ha ribadito la necessità di promuovere il lavoro legale, ma anche dare liquidità alle aziende per far sì che queste possano adempiere ai loro obblighi nei confronti dei lavoratori. Ma prima fra tutte, secondo la Presidente Calderone, è la necessità di semplificare gli adempimenti inutili e razionalizzare gli strumenti normativi, in particolar modo quelli relativi al sostegno al reddito. Al di là dell’interpretazione tecnica di una norma complessa come la legge 92/12, gli esperti intervenuti al Forum hanno dibattuto sulle priorità che dovrà affrontare il nuovo governo, partendo dal lavoro come base per rifondare una società moderna. L’incertezza della norma, secondo Marina Calderone, non è più accettabile né per le famiglie e i lavoratori che pagano la crisi, né per i professionisti che devono trovare delle risposte che spesso non esistono. Per questo, ha sostenuto la Presidente Calderone, “Mi permetto, da tecnico, di auspicare che i miei futuri interlocutori al Ministero del Welfare, come agli altri Ministeri, siano dei tecnici. Spero che le norme siano ben scritte e subito applicabili, perché solo così potremo incidere positivamente e liberare il lavoro dalla mole di adempimenti ridondanti e spesso inutili che costituiscono il maggior problema di questo Paese”. Nel ringraziare gli intervenuti, la Presidente ha rilevato come la funzione di interlocutore istituzionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nei confronti del Ministero e dell’Agenzia delle Entrate , sia stata ancora una volta ben espletata.


Presentata, nel corso del Forum lavoro 2013, la 4^ edizione del Festival del lavoro, la manifestazione in programma dal 20 al 22 giugno p.v. a Fiuggi (FR), che avrà come filo conduttore il lavoro al centro dello sviluppo del Paese. La "città delle acque" accoglierà la kermesse allestendo un vero e proprio "villaggio del lavoro" nella sua Fonte Anticolana. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, ma è necessario registrarsi preventivamente sul sito www.festivaldellavoro.it, per scoprire il programma, gli eventi collaterali e le iniziative social, leggere la rassegna stampa e gli approfondimenti e scegliere l'albergo dove alloggiare. - Vai al sito del Festival del Lavoro 2013 - Iscriviti ora! - Guarda gli alberghi del Festival - Instagram per condividere le foto - Premio storie di lavoro.


Luca De Compadri
C
onsulente del lavoro - esperto Fondazione Studi
Ricorsi e riscossione dei crediti contributivi e fiscali

Durc, da strumento di controllo a fonte di sanzioni a svantaggio dei contribuenti
Il Durc è stato pensato come  strumento amministrativo di controllo della regolarità contributiva, ma per una serie di paradossi si sta trasformando  in una fonte di sanzioni accessorie a totale svantaggio dei contribuenti. La problematica inerente alla natura giuridica del Durc si pone attualmente nel sistema economico italiano come una scheggia impazzita, trasformando uno strumento amministrativo di controllo della regolarità contributiva in una fonte di sanzioni accessorie a totale svantaggio dei contribuenti. Il sistema di solidarietà, rafforzato dalla legge n. 92/2012 (Riforma Fornero), da un lato complica le dinamiche economiche tra le aziende, dall’altro da un notevole impulso al contenzioso previdenziale. A ciò si aggiunga che la revoca dei benefici, fruiti in un determinato lasso di tempo, in conseguenza di accertamenti ispettivi c.d. positivi (nel senso di riscontrate irregolarità), rischia di diventare una sanzione accessoria sempre irrogata, soprattutto, se non si delimitano in modo netto i confini del concetto di regolarità contributiva. Le procedure di ricorso avverso agli atti di riscossione assumono importanza fondamentale anche ai fini dell’ottenimento dei provvedimenti disospensione degli atti di riscossione stessi. L’accertamento ispettivo, così come delineato dall’art. 33 della legge 183/2010, pone un obbligo di diffida per le violazioni materialmente sanabili, ma ancora non vi è chiarezza sulle conseguenze della mancata concessione del provvedimento di diffida stesso. Attualmente, a seguito di un accertamento ispettivo l’azienda si trova a dovere affrontare tre distinte azioni di recupero contributivo/sanzionatorio: una contro l’Inps (contributi), una contro l’Inail (premi assicurativi) ed una contro la Direzione territoriale del lavoro competente (sanzioni amministrative). Al riguardo, sarebbe opportuno semplificare le procedure del contenzioso, ipotizzando un unico percorso processuale.

Riscossione crediti contributivi, aziende intrappolate in sistema legislativo e di prassi ingestibile
La riscossione dei crediti contributivi si pone al centro del sistema previdenziale del nostro paese ed interagisce in modo sostanziale nell’ambito economico delle imprese, che necessitano dell’attestato di regolarità contributiva (Durc) per ottenere il pagamento delle proprie fatture. La normativa in materia di appalti, così incentrata sul legame di solidarietà, rafforzato dalla legge Fornero, pone sulle aziende committenti un’attenta analisi delle eventuali situazioni debitorie dei componenti la filiera dell’appalto stesso. Non di minore rilievo risulta il peso delle sanzioni amministrative che, irrogate dalla Dtl, risultano essere sempre più spesso costi aggiuntivi per le aziende, intrappolate in un sistema legislativo e di prassi del tutto ingestibile. Nel corso della sua relazione sul ricorso e riscossione crediti contributivi e tributari De Compadri ha affrontato la problematica inerente: il verbale unico di accertamento DTL e il valore della diffida, la riscossione da parte della Dtl delle sanzioni amministrative con “Ordinanza ingiunzione o cartella di pagamento”, la riscossione dei contributi e premi da parte di Inps e Inail con cartella di pagamento, la riscossione contributi Inps con avviso di addebito, la riscossione nei confronti dell’obbligato in solido, la riscossione di contributi e premi e i riflessi sul rilascio del DURC, l’inefficacia temporanea dei termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo dei crediti degli enti pubblici previdenziali e l’abolizione della facoltà di sospensione della riscossione. 

Durc, approfondimento su leggi di lavoro



Paolo Pizzuti
P
rofessore all’Università del Molise - esperto Fondazione Studi
La responsabilità solidale: il punto sulla normativa

Appalti: disciplina derogabile solo con CCNL o contratti di prossimità
La solidarietà nell’appalto è prevista per i trattamenti retributivi, comprese le quote di Tfr, per i contributi  e i premi nel limite dei due anni dalla cessazione dell’appalto. Il fulcro della materia è rappresentato dagli articoli 29 del Dlgs 276/2003 e 35 del Dl 223/2006. L’articolo 29 del Dlgs 276/2003 prevede una responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore circa i trattamenti retributivi, i contributi e i premi nel limite di due anni dalla cessazione dell’appalto. Tale disciplina è derogabile soltanto tramite i contratti collettivi nazionali o tramite la contrattazione collettiva di prossimità. L’articolo 35 del Dl 223/2006, modificato dalla legge Fornero, stabilisce invece la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore circa il versamento delle ritenute fiscali e dell’Iva, prevedendo sanzioni e obblighi di controllo a carico del committente. La solidarietà nell’appalto è prevista per i trattamenti retributivi, comprese le quote di Tfr, per i contributi  e i premi nel limite dei due anni dalla cessazione dell’appalto. Escluse le sanzioni civili. La deroga alla responsabilità solidale è ammessa tramite i contratti collettivi nazionali (articolo 29 del Dlgs 276/2003), con riferimento a retribuzione e contribuzione, nonché tramite la contrattazione di prossimità (articolo 8 Dl 138/2011), ma solo per  la retribuzione. Sussistono ancora incertezze sull’ambito applicativo circa i lavoratori coinvolti (subordinati/autonomi) e i settori interessati (pubblico/privato).



Gabriele Fava
Giuslavorista
La gestione delle crisi aziendali

Superare la crisi con gli strumenti giuridici che intervengono sul personale 
In caso di crisi aziendale il nostro ordinamento mette a disposizione delle imprese molteplici strumenti giuridici che consentono di intervenire sul personale allo scopo di alleviare e/o superare la crisi. La legge 92/2012 è intervenuta sulla disciplina del licenziamento collettivo e sulla cassa integrazione. Per quanto riguarda il primo punto il datore di lavoro può sanare gli errori formali nella procedura. La Cig, invece, è stata estesa a settori finora esclusi e si prevede la trasformazione della Cassa in deroga attraverso l’intervento dei fondi bilaterali di solidarietà. Anche se, proprio questa parte, attende l’attuazione da parte delle parti sociali e del ministero. Viene prevista la reintegrazione solo in caso di licenziamento orale e violazione dei criteri di scelta. In caso di vizio procedurale troverà applicazione la tutela indennitaria da 12 a 24 mensilitàcon interruzione del rapporto di lavoro. Il relatore, oltre che sul licenziamento collettivo, sui contratti di solidarietà e sulla Cigs per procedure concorsuali, è intervenuto anche sulla mobilità abrogata dal 2017 e sostituita da Aspi, con la cancellazione del contributo dello 0,30 a carico delle imprese, sulla disciplina per alcuni settori: commercio oltre 50 dipendenti, settore aereo con ammortizzatori strutturali, su ammortizzatori in deroga validi solo fino al 2017 e sui Fondi di solidarietà da istituire o da trasformare. 

Precedenti notizie

Sgravi mobilità, chi rientra e chi è tagliato fuori dalle agevolazioni per il 2013
Una tabella di sintesi delle nuove regole con le diverse casistiche facilita la ricerca della possibilità di sgravio contributivo.

Bloccati gli incentivi alle assunzioni
L’assenza del provvedimento legislativo di proroga della mobilità per il 2013 e del relativo finanziamento, comporta un blocco degli incentivi e, conseguentemente, dell’occupazione.

Novità contributive per il 2013, l’Inps riepiloga la situazione
Assenza proroga per la mobilità aggrava difficoltà per i datori di lavoro.

Agevolazioni dopo la riforma Fornero solo con rispetto del diritto di precedenza
Indicazioni Inps per assunzione di disoccupati, cassaintegrati, mobilità e tabella con esempi.

Assunzioni agevolate solo dopo 8 passaggi di verifica preventiva
Sintesi delle regole per la valutazione dell’applicabilità delle riduzioni contributive.



Giuseppe Maccarone
C
onsulente del lavoro - esperto Fondazione Studi
Aspi e ticket sui licenziamenti

Sull’Aspi e il ticket licenziamento interpretazioni Inps contestabili 
Contenzioso in vista per le interpretazioni Inps sul ticket licenziamento, critiche dagli operatori e richieste di riconsiderare le posizioni assunte. Dal 1° gennaio è in vigore l’Aspi per sostituire l’indennità di disoccupazione e, dal 2017, l’indennità di mobilità. L’Aspi è finanziata attraverso tre livelli: contribuzione ordinaria, contributo addizionale per i contratti non a tempo indeterminato e ticket sull’interruzione dei rapporti a tempo indeterminato. La circolare Inps 44/13 ha dettato le regole per l’applicazione del contributo sulla cessazione dei rapporti, con alcune interpretazioni che hanno sollevato perplessità. Il legislatore ha voluto mettere a carico di tutte le aziende il ticket sui licenziamenti per sostenere i lavoratori che hanno perso il lavoro. Il presupposto del ticket è il teorico diritto del lavoratore a percepire l’Aspi, al di là dell’effettiva percezione per l’assenza dei requisiti soggettivi. Alcune interpretazioni dell’Inps, con la circolare 44/2013, sono oggetto di critica da parte degli operatori, per esempio sulla mensilizzazione del contributo e per il mancato riproporzionamento del contributo relativo ai lavoratori part time. Il mancato rispetto della circolare, però, potrebbe generare contenzioso. E’ auspicabile che l’Inps, nel rispetto della norma, riconsideri la questione per verificare la possibilità di un alleggerimento del ticket in alcune fattispecie.

Leggi la guida operativa sull’Aspi, mini Aspi e costo del lavoro 2013

Precedenti notizie 

Ticket licenziamento: Fondazione Studi critica il discutibile metodo di calcolo su anzianità e part-time
Tabella di sintesi chi rientra e chi non rientra nell'obbligo di pagamento.

Addizionale ASpI 1,4 % anche per la somministrazione a termine
Ministero lavoro interviene con interpello 15/13.

Ticket licenziamento, alle imprese costerà 225 milioni di euro
Il ticket licenziamento viene trasformato dall'Inps in un'ulteriore forma di tassa per le imprese italiane.

Licenziamenti a pagamento
Tutti i dettagli in un focus della nostra web tv.

Ticket licenziamento: tassa occulta per le imprese
I dettagli in un focus della nostra web tv.

Liquidazione in un’unica soluzione dell’ASpI e di mini-ASpI
Decreto attuativo in arrivo per avvio di lavoro autonomo.

Ticket licenziamento: Fondazione Studi critica su circolare INPS 44/13
L'Inps trasforma un contributo per la ricollocazione dei dipendenti, in una ennesima tassa occulta per l'imprese.



Roberto Napoletano
Direttore del SOLE 24 ORE
BASTA GIOCHI, ci vuole ora un governo forte che intervenga sul lavoro

Il direttore del SOLE 24 ORE – Roberto Napoletano- interviene in diretta ai lavori del Forum Lavoro 2013 sottolineando la linea del giornale economico sull’attualità di questo momento. Un momento, quello sottolineato dal direttore Napoletano, che necessita di interventi forti e mirati  in materia del lavoro, considerando che molti giovani sono senza occupazione e i tanti che ce l’hanno non sanno se l’indomani lo avranno ancora. Un’analisi a 360 gradi, quello di Napoletano, che ha senza mezzi termini contestato la “Legge Fornero” colpevole, a suo dire, di aver creato una barriera alla flessibilità in entrata nel mondo del lavoro e creato inutili rigidità nei contratti a termini, soprattutto nei periodi di sospensione nello svolgimento di un lavoro a termine. Un’analisi delle difficoltà di trovare lavoro che fa il paio con la crisi economica, e finanziaria, che pesa sull’Italia da ormai qualche anno. “Basta giochi, ha sottolineato Napoletano, perché l’emergenza dell’economia reale sta crescendo in misura pari, o superiore, all’emergenza dell’economia finanziaria. E allora è auspicabile non la creazione di un governo qualsiasi, ma un governo forte, che dia risposte e che faccia interventi mirati per lo sviluppo del Paese. Sull’argomento interviene anche il Presidente dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, evidenziando uno dei rischi che si corrono con l’inattivismo di questi tempi, ovvero di una generazione di persone che stanno alla finestra ed un maggior lasso di tempo per andare alla pensione non agevola l’ingresso nel mondo del lavoro. C’è la necessità, quindi, di utilizzare la flessibilità buona per lo sviluppo del mercato del lavoro, e questo non significa creare precarietà ma occasioni di lavoro.



Attlio Befera
Direttore Agenzia delle Entrate

Nessuna sanzione nel caso di errori sulle detassazione da gennaio a luglio.
Ad annunciarlo il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera intervenuto durante il Forum Lavoro per dare una risposta alle criticità dell'Istituto, evidenziate dai consulenti del lavoro tramite lo Sportello Reclami della Fondazione Studi, sottolineando che Equitalia agisce in base alla legge e talvolta, per venire incontro ai contribuenti, contra legem, citando ad esempio il caso della compensazione, in cui la direttiva ne ha consentito l'utilizzo ancora prima della legge per incrementare rimborsi pagati alle imprese per carenza liquidità.
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha poi annunciato l'emanazione di una direttiva per semplificare i criteri dei controlli sui rimborsi IVA, specie per le imprese che sono sempre a credito, per accellerare la procedura di rimborso. Tutto questo per produrre meno documentazione e ridurre quindi gli oneri amministrativi.
Su decreto compensazioni, Befera ha poi evidenziato che il governo ha stanziato 2,5 mld di maggiori risorse per il 2013 e 4 mld per il 2014 che consentono di pagare entro il 2013 tutte le richieste rimborsi IVA al 31 dicembre 2012 e quelle dei primi due primi trimestri del 2013.

Arturo Maresca
P
rofessore all’Università la Sapienza di Roma
Il licenziamento economico e i primi pronunciamenti della giurisprudenza di merito

Articolo 18 modifica il regime sanzionatorio non le causali del licenziamento
Il nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non modifica le causali che giustificano il licenziamento, ma il regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo. Tale modifica comporta il passaggio da un sistema sanzionatorio fondato sul dualismo tra stabilità obbligatoria e stabilità reale, ad un regime misto nel quale la reintegrazione e l’indennità concorrono, in via alternativa, a sanzionare il licenziamento illegittimo. Si tratta, allora, di stabilire quando si applica la reintegrazione e quando l’indennità onnicomprensiva, muovendo dalla osservazione che per disporre la reintegrazione il giudice deve individuare uno dei tre presupposti previsti dall’articolo 18. Ciò significa che in tutti gli altri casi, diversi dai tre tassativamente indicati dal legislatore, il licenziamento ingiustificato deve essere sanzionato con l’indennità e non con la reintegrazione che, quindi, può essere considerata come la sanzione residuale e non quella prevalente. La nuova formulazioni dell’articolo 18 sembra individuare con sufficiente chiarezza una netta modifica del regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo. Il licenziamento ingiustificato è punito con la condanna del datore di lavoro al pagamento dell’indennità risarcitoria (da 12 a 24 mensilità), salvo i tre casi nei quali il giudice dispone la reintegrazione:

a) se il fatto contestato non sussiste;

b) se tale fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni del codice disciplinare;

c) nel caso di manifesta infondatezza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Ognuna di queste tre ipotesi è, però, suscettibile di interpretazioni che possono estendere e rendere incerto l’ambito di applicazione. Ciò mette in crisi l’obiettivo del contratto dominante, quello a tempo indeterminato, previsto dalla legge Fornero e consegna il nuovo articolo 18 alle incertezze della giurisprudenza.



Nevio Bianchi
C
onsulente del lavoro - esperto Fondazione Studi
Voucher: la definizione giuridica di lavoro occasionale

Voucher solo per contrastare il lavoro irregolare?
Dopo 10 anni, i numerosi interventi legislativi sul lavoro accessorio, hanno ampliato la platea di soggetti interessati, ponendo però nuovi paletti. Il lavoro accessorio è nato nel 2003 per regolamentare  solo  “attività marginali” quali il doposcuola, i lavori di giardinaggio, il baby sitting. E’ stato ampliato notevolmente tra il 2009 ed il 2011, includendo attività normali, ma rese da lavoratori particolari (pensionati, studenti, part time, percettori di prestazioni per il sostegno al reddito). Dal 18 luglio 2012 è ammesso in tutte le attività e per tutti i prestatori e il termine “ occasionale” e “accessorio” è riferito al modesto apporto economico in capo al lavoratore. La prestazione pagata con i voucher, introdotta dall’articolo 70 del decreto legislativo 276/2003,  viene estesa a tutte le attività ed è utilizzabile da tutti i committenti. Per il ministero del Lavoro è possibile attivare sempre e comunque lavoro accessorio tenendo conto esclusivamente di un limite di carattere economico. Per l’Inps il lavoro accessorio continua a costituire uno strumento finalizzato a regolarizzare attività lavorative di carattere occasionale, non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato, del lavoro autonomo o ad attività professionali…, ma “mere prestazioni di lavoro alle quali assicurare le tutele minime previdenziali e assicurative in funzione di contrasto a forme di lavoro nero e irregolare”.

Leggi la guida operativa sul lavoro accessorio


Precedenti notizie

Sicurezza in pmi settore agricolo: decreto interministeriale con le regole
Si applica anche al lavoro occasionale accessorio.

Voucher senza regole certe: l’Inps interviene discostandosi dalla norma
Per studenti ripresi i vincoli delle festività, comunicazione preventiva solo con canali Inps e non Inail.

Voucher, posticipata la rigidità temporale sull’utilizzo
Rimandato il limite dei 30 giorni per l’utilizzo dei buoni e sconti per l’agricoltura sul valore orario.


Pasquale Staropoli
G
iuslavorista- esperto Fondazione Studi
I tirocini e i princìpi della Corte costituzionale

Leggi regionali indispensabili per rendere operativa la disciplina 
I tirocini formativi sono stati oggetto, negli ultimi tempi, di molte attenzioni: norme statali, provvedimenti della Corte costituzionale, accordi convenuti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. I princìpi fondamentali della materia sono stati ribaditi dalla Corte costituzionale, che ha sottolineato la competenza delle Regioni. In questa via stretta, per rendere operativa la disciplina servono leggi regionali. L’accordo tra Governo e Regioni (e province autonome) fissa i princìpi fondamentali in materia per quel che riguarda la formazione extracurriculare, individuando le diverse tipologie di tirocini e la durata massima, connessa al titolo di studio conseguito. Le “linee guida” prevedono inoltre un compenso minimo obbligatorio (300 euro): il mancato riconoscimento comporta una sanzione amministrativa particolarmente gravosa. Le “linee” non operano automaticamente, ma le affermazioni di principio necessitano per la loro  attuazione leggi regionali.



Luca Caratti
Consulente del lavoro - esperto Fondazione Studi
Apprendistato e obblighi formativi

Difficoltà operative e carenze regionali, l’apprendistato non decolla
Dopo anni di interventi normativi,  il decreto legislativo 167/11 (TU), con le modifiche apportate dalla legge 92/12, costituisce un tentativo di semplificazione nelle modalità di attivazione dell’apprendistato, anche se rimangono ancora alcune problematiche da risolvere. La legge Fornero ribadisce -all’articolo 1, comma 1 lettera b) - come l’apprendistato debba essere valorizzato quale modalità prevalente di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. L’apprendistato oggi è l’unico contratto a contenuto preminentemente formativo, in quanto (con apposito intervento), la riforma del lavoro ha abrogato il contratto di inserimento. Eppure, sempre più le aziende richiedono specializzazione. Si attende la regolamentazione regionale che consenta la piena attuazione delle tre  tipologie di contratto di apprendistato e non solamente quella “professionalizzante o di mestiere”. Parallelamente occorre che le parti sociali si attivino per regolamentare, con procedure semplificate, la formazione interna con profili formativi specifici del settore.

Precedenti notizie

Apprendistato: le schede di sintesi e le diverse casistiche alle previsioni regionali e contrattuali
Strumento operativo per la verifica dei singoli rapporti di apprendistato e fac simili per la formazione.

De minimis, i recenti provvedimenti che hanno vincolato l’applicazione all’osservanza del regime
Aiuti non superiori a 200 mila euro nei 3 anni.

Apprendisti, sgravi operativi per datori fino a 9 addetti per un massimo di 3 anni
Rispetto del de minimis e dichiarazione tramite cassetto previdenziale.



Angelo Pandolfo
Professore all’Università la Sapienza di Roma
Il contratto a termine e la disciplina nei contratti collettivi

Lavoro subordinato a termine: uno degli istituti più travagliati del diritto del lavoro italiano.  
La legge di riforma del mercato del lavoro, intervenendo sul contratto a termine con molteplici disposizioni, prevede anche la possibilità di stipulare il primo contratto, a determinate condizioni, senza necessità della causale. La novità è già al centro di molti contenziosi. La legge 92 interviene anche nella fase del rinnovo del contratto a termine. Infatti, viene confermata la regola sulle proroghe (massimo una) mentre il periodo di attesa obbligatoria tra un contratto e l'altro sale da 10 a 60 giorni (addirittura da 20 a 90, quando il primo contratto ha superato i 6 mesi). Nel computo dei 36 mesi di durata massima devono essere calcolati anche i periodi svolti mediante contatto di somministrazione. La maggiore severità nella fase di rinnovo può essere mitigata con l’accordo delle parti sociali. 
A causa degli ulteriori cambiamenti introdotti alla  disciplina del termine e delle innovazioni apportate anche ad altre forme di cosiddetta “flessibilità in entrata”, le aziende devono considerare la  disciplina del contratto a termine insieme a tutti gli altri modelli occupazionali.



Enzo DeFusco
Consulente del lavoro - Coordinatore Scientifico Fondazione Studi
Accordi di produttività: la detassazione sui salari

Detassazione 2013 solo con accordi specifici di aumento produttività
Applicabile anche per il 2013 l’imposta sostitutiva al 10% compensi legati ad aumento produttività nei limiti di 2.500 euro l’anno. Il beneficio spetta solo ai dipendenti che hanno percepito nel 2012 un reddito non superiore a 40.000 euro.
Il diritto al beneficio spetta a condizione che sia firmato e depositato un accordo aziendale o territoriale per aumentare la produttività. Il diritto decorre solo successivamente alla sottoscrizione dell’accordo aziendale o al recepimento di quello territoriale.
Tra le somme agevolate ci sono gli straordinari e il consumo delle ferie, purché connesse a risultati quantitativi o di efficienza aziendale.
Si può ottenere il beneficio anche se gli obiettivi fissati non sono successivamente raggiunti.
Il termine di 30 giorni per il deposito dei contratti non ha carattere perentorio.

Di prossima pubblicazione la guida alla detassazione 2013

Precedenti notizie


Detassazione 2013, Fondazione studi risponde a quesito
Rientrano nella detassazione anche gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno.

Detassazione 2013, i chiarimenti del Ministero dopo la pubblicazione in GU
Validi anche gli accordi sottoscritti nel corso degli anni precedenti, deposito in Dtl anche con Pec.

Detassazione, decreto in GU
Per il 2013, con nuovi vincoli, riparte la detassazione.

Detassare nel 2013
Anche per il 2013 viene riconfermata la detassazione degli emolumenti premiali erogati ai lavoratori dipendenti.

Detassazione 2013 ai blocchi di partenza tra conferme e novità
Approfondimento della Fondazione studi sulle nuove regole in vigore da quest’anno.













AL VIA IL FORUM LAVORO 2013

Dalla detassazione dei salari ai ricorsi per crediti contributivi e tributari, dal ticket licenziamento ai contratti collettivi, passando per gli obblighi formativi dell'apprendistato, i voucher e la gestione della crisi aziendale. Sono solo alcuni dei temi che si sono discussi nell'8° edizione del Forum Lavoro 2013, tenutosi il 23 aprile 2013 dalle 09:00 alle 14:00, in cui i numerosi Esperti della Fondazione Studi hanno risposto ai quesiti posti su www.ilsole24ore, sito da cui i CPO hanno potuto seguire la diretta streaming, oltre al portale di categoria. - Leggi la locandina del Forum Lavoro 2013 - Elenco delle sedi collegate