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Pubblicato il: Mon, 1 Oct 2007 - Letto: 3327  volte

Riforma professioni: un nuovo testo base

Rivisti i principi del ddl Mastella: la delega al governo crea preoccupazione nei professionisti.

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L'eccessiva ampiezza della delega al governo crea un atteggiamento di incertezza e di preoccupazione nei professionisti e rinvia la concreta attuazione della riforma ai decreti. Secondo Mantini e Chicci è preferibile configurarlo come legge quadro di principi validi per tutte le professioni, atti successivi (regolamenti o, in qualche caso, anche leggi) definiranno le specificità di ciascuna professione.

Tra le basi del nuovo testo: 

  • prevedere l'esistenza di un ordine professionale solo in presenza di diritti costituzionali e di attività riservate. Non si creeranno nuovi Ordini se non in presenza di diritti costituzionali o riserve;
  • unificare in un solo ordine delle figure professionali simili, la riduzione del numero degli Ordini esistenti è compito del governo;
  • introdurre una norma positiva che definisca il concetto di riserva, ponendo così le premesse per una azione successiva di ridefinizione del campo delle attività riservate;
  • ampliare i soggetti ammessi ad attività riservate in presenza di determinati e specifici requisiti, anzichè riduzione delle riserve;
  • impedire una «regionalizzazione» dei profili professionali, respingere il metodo della «intesa» nel regolare i rapporti fra stato e regioni, optando per un parere obbligatorio non vincolante;
  • favorire il ruolo delle regioni per la formazione permanente e il coinvolgimento dei mondi professionali nelle politiche per lo sviluppo economico;
  • la formazione e l'aggiornamento sono attività proprie degli Ordini e non devono essere esercitate in regime di monopolio, ma attraverso convenzioni con università o enti accreditati;
  • introdurre un meccanismo di «crediti formativi» finalizzato sia all'aggiornamento specialistico su singoli temi, sia all'aggiornamento della formazione di base (già previsto da alcuni ordini);
  • esame di stato per l'accesso alle professioni ordinistiche: specificarne meglio i contenuti e gli obiettivi per modificarne l'impianto puramente cognitivo e orientarlo alla verifica della efficacia del tirocinio svolto (rapporto teoria/pratica);
  • facilitare l'accesso dei giovani alle professioni intellettuali, il limite di un anno per il tirocinio deve essere reso più flessibile in particolare per alcune professioni dell'area sanitaria;
  • prevedere, per le società formate da giovani under 35, una parziale defiscalizzazione per i primi tre anni di attività;
  • riconoscere il diritto all'equo compenso per i praticanti;
  • emanare specifiche norme da inserire nel codice etico per evitare la pubblicità ingannevole o comunque scorretta (parere preventivo dell'Ordine), escludendo la pubblicità negativa;
  • chiarire la questione del socio di puro capitale, con definizione di una percentuale massima di partecipazione del socio non professionista per garantirne la limitata influenza sulle società;
  • verificare la questione della fiscalità per le società fra professionisti perché appare svantaggiosa rispetto a quella del professionista singolo;
  • ammettere nel rispetto dei principi tipici, del modello delle cooperative srl fra professionisti;
  • rinviare il modello societario a una delega o ad atti regolamentari.