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Pubblicato il: Fri, 5 Feb 2010 - Letto: 2486  volte

Il condominio riveste qualifica di sostituto d'imposta

Le comunicazioni del mod. 770 vanno effettuate al domicilio privato dell'amministratore.

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La Camera dei Deputati con interrogazione del 3 febbraio 2010 ha precisato che le comunicazioni indirizzate al condominio dovranno  essere effettuate presso il domicilio privato dell’amministratore pro tempore; mentre le notificazioni con la consegna a mani proprie allo stesso amministratore o in appositi locali condominiali, se nell’edificio condominiale vi sono locali adibiti specificamente all’attività commerciale. Infatti il condominio, essendo soggetto obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto ai sensi del Titolo III del D.P.R. n. 600/1973 , ha la qualifica di sostituto d’imposta .

Per  i condomini con non più di quattro condomini, qualora non sia stato  nominato l’amministratore, le ritenute dovranno essere effettuate da uno qualunque dei condomini che, utilizzando il codice fiscale del condominio medesimo, provvederà ad applicare le ritenute alla fonte, ad effettuarne i relativi versamenti e a presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta per le ritenute, i contributi e i premi assicurativi.

Invece, per i condomini con più di quattro condomini, per i quali è previsto l’obbligo di nominare l’amministratore, nonché per quelli con non più di quattro condomini che abbiano provveduto a nominare un amministratore, il soggetto incaricato dal condominio a porre in essere gli adempimenti correlati alle funzioni di sostituto d’imposta è l’amministratore.

Secondo quindi la disciplina civilistica relativa al condominio (artt. 1117, 1139, 1129 e 1131 c.c.) ed alle notifiche (artt. 138, 139 e 141 c.p.c.), la Commissione Finanze  rende noto  che le comunicazioni e le notificazioni indirizzate al condominio devono essere effettuate, le prime, presso il domicilio privato dell’amministratore pro tempore dell’ente, le seconde, con la consegna «a mani proprie» allo stesso amministratore pro tempore oppure in appositi locali condominiali, ma solo se nell’edificio condominiale vi sono locali adibiti specificamente all’attività commerciale in modo tale da poter essere intesi ex art. 139 c.p.c. come «ufficio» dell’amministratore pro tempore del condominio.

Camera dei Deputati, Commissione Finanze, interrogazione 03/02/2010, 5-02426